Crediti di sostenibilità, Parco nazionale e censura locale.

 

La bomba davanti a casa di Sigfrido Ranucci che, fortunatamente, ha provocato solo danni materiali, ha sollevato un coro di sdegno e di polemiche circa la libertà di stampa in Italia. Naturalmente sono in corso indagini mentre Ranucci - al Parlamento europeo -  ha definito “ipocrite” alcune solidarietà e polemizzato col Garante della Privacy che, a suo dire, avrebbe punito Report e la sua trasmissione sostenendo che la manovra sarebbe avvenuta per conto del Governo.

L'attentato è stato definito un "atto intimidatorio gravissimo e preoccupante", e un attacco al giornalismo d'inchiesta.

Non sono un giornalista ma un sociologo che si occupa anche di “giornalismo di inchiesta” a livello locale e nel porgere a Sigfrido Ranucci la mia sincera solidarietà osservo che la libertà di espressione è un bene prezioso che non riguarda solo i giornalisti ma tutti i cittadini che intendono partecipare alla vita pubblica esprimendo il loro pensiero in modo lecito.

Vedere un proprio articolo censurato soltanto perché non gradito ad un “potere locale” è una situazione che fa male e inquieta. Nessuna bomba ma una semplice telefonata riguardante un mio articolo (poi peraltro apparso su un’altra emittente locale) con queste parole: “”Sig. Bonacini in merito al suo articolo (Ambientalismo di facciata o aria più pulita?)  la informo che, come Parco, abbiamo provveduto a diffidare la redazione di Redacon con richiesta di risarcimento danni e analogo procedimento intendiamo adottare nei suoi confronti sempre con richiesta di danni ”.

Dopo poche ore dalla sua pubblicazione l’articolo incriminato, infatti, era scomparso senza che mi fossero date spiegazioni. Nella telefonata non mi sono stati specificati quali danni avrebbe prodotto il mio testo.

Nel territorio in cui opera il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano i cittadini ricevono soltanto le informazioni del Parco. Almeno nella parte reggiana del suo territorio, il Parco non ammette la diffusione di idee difformi dalle proprie. E’ preoccupante che un ente - i cui componenti sono nominati - si erga a giudice e ricorra a indebite pressioni sull’unico giornale on line del territorio e sull’estensore di un articolo che pone interrogativi e una riflessioni sul ruolo del Parco ed i crediti di sostenibilità.

Sigfrido Ranucci può utilizzare il bazooka mediatico di Report per informare, replicare, difendersi e attaccare. Chi è nella “cortina del silenzio” è condannato al silenzio!.

Gli interrogativi che pongo nel testo censurato, tuttavia, restano senza risposta anche se interessano la salute di tutti i cittadini ed il ruolo del Parco.

 

Giuseppe Bonacini

Reggio Emilia 27/10/2025


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