Al riequilibrio dell'appennino non basta la normale amministrazione
L'appennino reggiano - come ci segnalano tutti gli indicatori - si trova in una situazione di sofferenza sociale, demografica ed economica ed avrebbe necessità di maggiori attenzioni, interventi e cure come si addice ad una situazione straordinaria che richiede, appunto, interventi altrettanto straordinari.
L’indice di vecchiaia a Vetto, Villa Minozzo e Ventasso ha valori eccezionalmente elevati rispettivamente di 317; 337 e 430 mentre la media provinciale è di 182. Questo indicatore misura il rapporto percentuale tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione giovane (0-14 anni), evidenziando il numero di anziani ogni 100 giovani.
L’altro indicatore riguarda le famiglie unipersonali che nei 3 comuni già citati di Vetto, Villa Minozzo e Ventasso rappresentano rispettivamente il 42,4%, il 50,72% e il 51,82. (la media italiana è del 33,20%). Il reddito pro capite (fonte Ministero delle Finanze) vede costantemente agli ultimi 4 posti della graduatoria provinciale i comuni del crinale. Lo stesso vale per gli indicatori della occupazione.
La nostra Regione, in questi giorni, ha adottato una iniziativa denominata “”Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale teso a garantire i diritti fondamentali e la parità di accesso ai beni pubblici contrastando le disuguaglianze territoriali, economiche e sociali, la crisi demografica, la crisi climatica, il diritto alla casa,…”” si tratta di una iniziativa importante, con obiettivi ambiziosi meritori di attenzione. Il tempo ci dirà quali e quanti obiettivi saranno concretamente raggiunti.
Allo stato mi sembra opportuno ricordare un precedente “Accordo per lo sviluppo e la coesione tra Governo e Regione del 17/01/2024 firmato dall’allora Presidente Bonaccini e dalla Premier Meloni che disponeva di risorse molto rilevanti provenienti dai Trattati europei, dallo Stato italiano e, in parte minore, dalla Regione per un totale di 687 milioni in un arco pluriannuale. La finalità era quella di combattere le disparità fra i territori.
Per quel che si conosce (immagino che i Consiglieri regionali abbiano notizie aggiornate) la Regione avrebbe proposto 92 Progetti tra cui spiccano i seguenti:
· 137 milioni di € destinati alla sicurezza di strade e infrastrutture,
· 95 milioni di € per la riqualificazione urbana con particolare attenzione alle aree interne montane. Non si conosce la tempistica di erogazione di questo progetto né se la Regione abbia approvato iniziative specifiche per creare lavoro nel crinale e per quali importi e risultati.
· 35 milioni di € per la motor valley a Maranello,
· 20 milioni di € per il campus universitario reggiano di S. Lazzaro.
Non è chiaro come questi progetti vadano a combattere le disparità fra i territori e, in particolare, come si intenda colmare il più grande degli squilibri che riguarda proprio i comuni montani e del crinale appenninico in particolare che sono di gran lunga i più svantaggiati.
Alle aree montane che evidenziano la più rilevante emergenza demografica, sociale, economica ed occupazionale della regione sarebbero destinate modestissime risorse all’interno di un capitolo per nulla rassicurante. Non è chiaro, infine, come si possa combattere la disparità fra i territori coi 35 milioni destinati alla Motor Valley di Maranello che vede la casa del Cavallino primeggiare nel mercato mondiale delle auto di lusso con fatturati e dividendi assai rilevanti.
Giuseppe Bonacini 11/09/2026
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